DAVID DONNINI TALKS PROGRAMMA EVENTI YOUTUBE CONFERENZE LIBRI FACEBOOK

    1 - Complotti e congiure
    2 - Le origini misteriose del virus
    3 - Il pericolo sanitario generato dall'epidemia
    4 - La congiura internazionale
    5 - Presa di coscienza e impegno popolare

    Il pericolo sanitario generato dall'epidemia

    Numeri ufficiali e reali
    Alle ore 18.0 del giorno 23/04/2020 i numeri dichiarati ufficialmente, che riguardano l'Italia, sono i seguenti: 106.848 persone positive; 57.576 persone guarite; 25.549 deceduti; per un totale di 189.973 casi. il che offre una percentuale di letalità del 13,44%. Ma si tratta di un valore ridicolo, che consentirebbe di accusare le fonti di informazione di procurato allarme, terrorismo mediatico e falso ideologico. Si tratta di cifre inaffidabili, in particolare la prima, valutata per estremo difetto: le persone contagiate in Italia, del tutto asintomatiche, possono essere dieci, venti, trenta... volte di più. Insomma, milioni di persone. Anche la cifra riguardante i deceduti potrebbe essere approssimata per difetto, per difficoltà di registrazione, specie nelle RSA.
    Ma, attenzione, l'ISS si affretta a dichiarare: "questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.". Anche perché in questo stesso periodo, in Italia, migliaia di persone sarebbero morte comunque per problemi cadiocircolatori, tumore, polmoniti non Covid, diabete, ecc... E, c'è un aspetto fondamentale che si stenta a voler precisare: quanti sono morti CON Covid, cioè per patologie concomitanti? E quanti invece sono morti PER Covid, ovverosia senza che nessun'altra patologia concomitante possa essere ritenuta respondabile del decesso? A quest'ultima domanda la risposta è: qualche decina di persone in tutta Italia. Il Covid-19 uccide persone vecchie, deboli, malate, seriamente compromesse, oppure coloro che si trovano in una situazione di stress insostenibile. Come si verifica nel caso di medici e infermieri i quali, sopraffatti dal superlavoro, dal senso di responsabilità, da uno stravolgimento così drastico dei loro ritmi, senza avere il tempo di dormire né mangiare, sono totalmente esausti e indifesi.

    Pertanto, riguardo alle statistiche e alle informazioni, siamo nel caos più assoluto. Ma si può parzialmente capire: la tempesta è arrivata improvvisa. Ha colpito un sistema sanitario già indebolito dalla politica di risparmio sulla spesa pubblica effettuata negli ultimi dieci anni.

    Qual'è il pericolo reale
    Il pericolo più concreto si è evidenziato nel fatto che i reparti di terapia intensiva del paese sono stati presi d'assalto con estrema velocità, da un grande numero di pazienti, i quali hanno prodotto il collasso delle strutture, sovraffollate e prive di presidi di sicurezza per il personale. Se non fosse stato per questa eccezionale rapidità del contagio, numerosi virologi ci hanno rappresentato una situazione che, in quanto a cifre, non sarebbe così drammatica: su 100 contagiati ce ne sono almeno 80 che, o non presentano sintomi, o presentano un decorso simil-influenzale, i quali possono tranquillamente affrontare la malattia a casa propria. Dei rimanenti 20 ce ne sono una quindicina che necessitano di cure ospedaliere, anche se non in terapia intensiva e non sono a rischio di vita. I rimanenti 5 presentano situazioni di una certa gravità (polmonite interstiziale) che richiedono la terapia intensiva, ma spesso si risolvono con la guarigione. Meno di uno muore.
    E allora perché abbiamo una percentuale apparente di letalità del 13,44%? Perché di quei 100 con cui abbiamo cominciato il discorso, molti non sanno di essere contagiati, sono persone non censite come positive, che vivono una vita normale rispettando (si spera) le regole di distanziamento sociale. Infatti sono proprio loro, i portatori sani, il pericolo invisibile che può diffondere il contagio.
    E' proprio questo l'aspetto che invita ad una politica di contenimento del contagio, basata sul distanziamento sociale, attraverso misure ragionevoli di restrizione della libertà di movimento, la chiusura dei luoghi che producono affollamento, l'adozione di semplici strumenti come le mascherine e la disinfezione. Ma, si tenga presente, tranne le mascherine professionali per i medici, le mascherine ordinarie servono solo per evitare di contagiare gli altri piuttosto che per non essere contagiati.

    Continua con La congiura internazionale